lunedì 25 febbraio 2013

Il sistema Canon FD

Quando la storia della fotografia passa anche per Canon

Testo di Fabrizio Cimini

Quando si parla di strumenti fotografici, sembra che esista solo un nome: Nikon. La Leica, la Contax, la stessa Hasselblad e Rollei, per rimanere tra i Big europei, ma anche Minolta, Pentax, Olympus e la stessa Canon, per rimanere in ambito giapponese, apparentemente, a torto, scompaiono dal panorama e dal lessico del fotografo quando si nomina Nikon. Sicuramente buona attrezzatura, bei prodotti, robusti e funzionali... ma non sono gli unici fortunatamente. Tra tutti esiste Canon che, quando la Nikon se ne uscì con la F3, produsse la F1new. La F1new fu prodotta a partire dal 1981 e da subito dotata di sistemi modulari tra i più completi in assoluto. Il corpo era un misto tra elettronica e meccanica ed era dotata di funzioni che la ponevano tecnologicamente ai vertici delle Reflex professionali ed avanti rispetto alla concorrenza di quei tempi. La macchina,  considerata dai professionisti di ieri un "carro armato" ma "sobriamente" manuale, faceva parte del glorioso sistema Canon FD (oggi EOS). Per chi volesse approfondire gli giro un link molto completo ed interessante sul mondo Canon FD. Il sito lo considero come un libro di storia della strumentazione della casa nipponica ed utile anche per i collezionisti ed estimatori di questa gloriosa casa costruttrice. Sicuramente per gli amanti dei confronti tra le attrezzature, questo lo deve considerare come un tesoro, in quanto è italianissimo al 100% ed anche perché è pieno di riferimenti tecnici utilissimi.

http://canonfdworld.blogspot.it/p/il-sistema-canon-fd.html

                                                             

giovedì 21 febbraio 2013

Borse Billingham

Borse fotografiche di qualità vendute tanto al grammo.


Testo di fabrizio Cimini

Le Billingham sono borse di ottima fattura, artigianali e realizzate con materiali di prima scelta. Unico difetto, a parte l'oneroso costo di acquisto, è che sono sprecate per fare fotografia. Non me ne vogliano i possessori, ma sembrano più borse da viaggio e da atelier che da fotografi veraci. A causa della loro ottima fattura, hanno un discreto fascino, al punto che risultano un tantino vistose. Belle sono belle, ma credo che sia proprio questo il loro limite più grande, cioè quel limite estetico che "impreziosisce" troppo la spalla del fotografo. Quando si va in giro a far foto, molte persone ti identificano subito, sanno già chi sei e diventano più ermetiche del solito. L'esatto contrario alle necessità di camuffarsi dei nostri tempi. Fanno però scena quando si entra dalla porta principale, relegando il fotografo in una sfera superiore. A volte questo può far comodo. A mio avviso credo che questo Brand sia da acquistare se si fanno fotografie dove il fotografo ha necessità di apparire, altrimenti ci sono marche meno vistose che vanno benissimo su tutto il resto e ti permettono di fare fotografie senza allarmare nessuno. Il costo poi, come tutto, è relativo, perché se uno vuole può permettersi anche le Billingham. 

Vi giro ora un link PDF in inglese dove potrete ammirare tutta la flotta Billingham. Buona visione.

http://www.billingham.co.uk/acatalog/BillinghamBrochure2013HiResv2.pdf


sabato 2 febbraio 2013

Ottiche Nikon Full frame

Le ottiche Nikon a formato pieno

Testo di Fabrizio Cimini

Ora posto anche il link riguardante il grande lotto delle ottiche Nikon a formato pieno. La rappresentazione informativa è sempre curata da Pino Caprio. Sicuramente ne leggerete delle belle. Buon divertimento.

http://www.mauroruscelli.com/public/OtticheNikonautofocus.PDF

Ottiche Nikon DX

Impressioni dal basso delle ottiche Nikon DX

Testo di Fabrizio Cimini


Ora passo alle ottiche Nikon girandovi un link sempre dello stesso autore delle ottiche Canon: Pino Caprio. Anche per Nikon ovviamente vale lo stesso discorso fatto per Canon. Il Link è: 

http://www.mauroruscelli.com/public/OtticheNikonautofocusDX.PDF

Buona lettura.

Ottiche Canon EF

Opinioni qualitative sulle ottiche Canon ef

Testo di Fabrizio Cimini

A volte capita farsi qualche domanda prima dell'acquisto di un'obiettivo. Allora si ricerca sui normali canali informativi i test che indicano a base di diagrammi, come va il nostro nuovo possibile acquisto. Poi si cerca su internet nei vari blog, siti e quant'altro, le indicazioni preziose prima di affrontare una spesa a volte non trascurabile. A questo punto poi si tira la somma delle nostre ricerche. Ma qualcosa ci sfugge: le impressioni dirette di chi ha avuto a che fare con l'obiettivo di nostro piacimento mettendolo alla prova in tutte le condizioni. Queste ultime sono le impressioni più importanti dette direttamente dalla base, dagli utilizzatori finali dei prodotti che possono essere amatori ma anche professionisti. A questo punto vi giro un link che ritengo importantissimo perché offre un primo spaccato di una serie di obiettivi Canon ef professionali e non. 

http://www.mauroruscelli.com/public/OtticheCanon.PDF

Le nozioni riportate sono però di Pino Caprio.

Buona visione.

martedì 15 gennaio 2013

Il viizietto

Quando rubare equivale a trovare

Testo di Fabrizio Cimini

Chilometri di parole scorrono sul tema "dell'acchiappo" facile. Rubare le immagini fotografiche altrui, oltre che essere vietato, è la peggiore nefandezza che commette un'individuo a corto di idee e di capacità. Conosco persone che prendono a gratis tutto quello che trovano in rete e ridono delle loro malefatte. Ma le fotografie non sono come la musica, i film o i programmi, se le prendi vuol dire che poi le mostri, sotto qualsiasi aspetto diciamo. L'autore delle immagini probabilmente non si accorgerà subito, ma potrebbe incappare in qualche sua foto prelevata senza il permesso dovuto. A quel punto potrebbe scattare un'esposto alla Procura della Repubblica per il dolo arrecato. Il resto è facilmente immaginabile, compreso l'effetto risarcitorio. Questo vizietto di rubare scambiandolo con il trovare è quasi sintomatico per la razza umana, ma errare umano è, perseverare mica tanto. Per questo motivo, a scanso equivoci, prego chi fosse interessato a qualche mia immagine di contattarmi alla mie email fabercim@alice.it Forse in questo modo si eliminerebbero i fastidi alla radice per tutti. Grazie.

Lastre di vetro

Quando un fotografo viene ispirato dalle linee del vetro

Testo e Foto di Fabrizio Cimini


Trovai tempo fa una location piena zeppa di lastre di vetro sospeso: era una serra in vetro in disuso. Ci tornai più tardi per fare una prima conoscenza con la serra. Dire pericolosa è poco. Tutto intorno era pieno di lastre di oramai fragilissimo vetro sovente spaccato con pezzi pendenti. Camminai dentro il pancione vetrato della serra facendo attento a dove mettevo i piedi perché era disseminato di vetri rotti. Dall'alto le schegge di vetro penzoloni minacciavano la mia testa. Quando poi tirava una soffiata di vento, esso sibilava tra le fessure create dai vetri scheggiati facendomi spaventare ad ogni udibile scricchiolio. Il mio pensiero era il pericolo che veniva dall'alto, minaccioso e silenzioso. Inoltre mi sopraggiunse un ulteriore timore: la sorpresa di qualche malintenzionato. La serra non aveva seconde vie di uscita, quando entrati si rimaneva dentro senza vie di fuga. Ero solo, armato della mia fiducia e della mia reflex. Iniziai le riprese scattando con un occhio attaccato al mirino e l'altro guardingo sul resto. Ogni mia azione poteva provocare una reazione incontrollata del vetro. Silenziosamente mi spostavo, con passo felpato ma deciso. Verso la fine, una timida goccia di sudore scorreva la mia fronte: un cacciatore sparava ad una ventina di metri da me. A quel punto barcollai, dovevo stare attento al vetro, ai malintenzionati e a qualche fucilata errante. Uscii dalla serra umido di sudore e con qualche scatto che vi propongo.






















mercoledì 9 gennaio 2013

L'era del cavalletto

Quando il cavalletto era considerato un "necessorio"

Testo di Fabrizio Cimini


Ho iniziato a fotografare con un trespolo senza marca, acquistato usato di quarta mano o forse quinta perché chi me lo ha venduto ha probabilmente barato pur di sbarazzarsene. Me lo fece pagare nei mitici (per me) anni 80, 30.000 £. L'Euro era allora molto lontano, ma i 30 verdoni erano tantini. Mi feci abbindolare e lo acquistai. Era un cavalletto con testa video incorporata, leggerissimo per allora in quanto era costruito con zampe di alluminio. Questa sua leggerezza era però fonte di macabre vibrazioni. Però mi piaceva e mi faceva sentire un vero fotografo. Con lui ho mosso i miei primi passi e mi ha insegnato molto, molto più dei 30 verdoni spesi per accaparrarmelo, anche se non c'era la fila. Me lo hanno rubato. Lo ritrovai poi in una scarpata più avanti tutto storto ed attorcigliato: ai ladri probabilmente il mio "Billy" non piacque. Oggi però lo ricordo con simpatia, in fondo è stato la mia prima fiamma. Successivamente presi però un mastodontico Manfrotto 055 per distruggere le fastidiose vibrazioni, accidenti a loro. Pagato un botto, mi fece capire subito che la fotografia statica a 50 ISO era tutt'altra cosa. Credo che io sia stato il primo nei miei dintorni ad acquistarlo, forse perché il più coraggioso. Pesava da bestia, la testa, costosa anch'essa, a tre movimenti, la famosa #029 MK2, aggiungeva il suo memorabile peso. Credo che, accessoriato ovviamente, il tutto pesava circa 5Kg. Quando lo portavo in montagna, ebbene si, mi sbilanciava e mi faceva schiattare. A dir la verità mi faceva schiattare anche su una strada piana. Però, rimaneva massiccio una volta aperto e i tremolii con lui erano inesistenti. Con la "bestia" ci lavorai per molto tempo e mi tolse delle soddisfazioni al di sopra delle mie aspettative: infallibile. Oggi ancora è nel mio armamentario disponibile e pronto all'uso. Ma come sapete il tempo passa e l'età avanza. Presi allora sempre Manfrotto, ma il modello 190 XB e ci misi sopra la testa a sfera leggera dell'omonima casa, la 496 RC2. Il peso è sceso molto, tutto più trasportabile, sempre una buona qualità di resistenza per usi generici, oggi il mio preferito e dal costo contenuto... diciamo. Però, paragonandolo alla "Bestia"... perde un pochino... sempre diciamo. Con il cavalletto mi sono costruito le mie capacità e qualità fotografiche, perché quando io lo usavo, altri no, quando io ho imparato ad usare quello pesante, altri usavano quello più leggero che esisteva sul mercato, ora, che uso quello leggero, altri usano le alte sensibilità delle reflex. Le cose però sono come sempre relative, infatti, a meno che non usiate lunghi tele o strumentazioni pesanti, sembra definirsi la nuova regola all'orizzonte di un domani: eliminare del tutto il cavalletto grazie alle nuove alte sensibilità e al basso rumore delle reflex. Si fotografa oramai di notte a mano libera, complice anche la stabilizzazione degli obiettivi, le aperture sempre più ampie degli obiettivi, alle impugnature reflex sempre più ergonomiche, all'impugnatura della reflex improntata all'annullamento delle vibrazioni (farsi un giro su youtube) e ai mirabolanti software per la riduzione del "rumore", ieri conosciuto come "grana" per le pellicole. Insomma, il cavalletto, da sempre un "necessorio", probabilmente in futuro sarà considerato dalla massa dei fotografi come un noioso accessorio, grazie anche poi, in ultimo, alle nuove tendenze fotografiche che imperano e che dettano le nuove e semplificate regole: fotografare tutto e subito, velocemente, rapidamente e liberamente, con la leggerezza degli strumenti che promettono la luna con l'agilità di una gazzella. Infatti il sogno di molti si avvera: avere le spalle libere dall'obsoleto e pesante cavalletto in barba, ma con un sussurro, alla qualità delle immagini a 50 ISO scattate di notte. Benvenuti allora i 12.800 ISO... e giorno fù. 

Nuovo Sigma?

All'orizzonte aleggia sulla concorrenza il nuovo Sigma 120/300 f 2,8

Testo di Fabrizio Cimini

Su il sito americano di Canon Rumors http://www.canonrumors.com/ compare il nuovo obiettivo Sigma che impensierirà la produzione di ottiche originali delle varie case, tra cui Canon con l'oramai famoso 100/400 mm f 4,5 - 5,6. Mostro intanto una prima immagine ripresa sempre dall'omonimo sito.


Questo obiettivo, ovviamente, è definito "ad alte prestazioni". Da Sigma c'è da aspettarselo che possa essere di qualità, anche perché la sua linea ultima eccelle in più di qualche occasione. E' HSM, cioè ad ultrasuoni, e OS, cioè stabilizzato. La sua duttilità è facilmente immaginabile, infatti è considerato un'obiettivo sportivo, quasi al pari delle ottiche fisse. Altre caratteristiche importanti sono: resistente agli spruzzi d'acqua e alla polvere, aggiornamento USB firmware SIGMA Optimization PRO e diaframma a 9 lamelle per ottimizzare lo sfuocato. 

Nel frattempo della sua discesa in campo, sempre su Canon Rumors, riporto il suo costo di 3.500 $ americani circa. Indubbiamente meno delle ottiche originali dai costi esorbitanti e dall'unica focale di 300 mm. Utile anche per i fotografi paesaggisti e naturalistici.

lunedì 24 dicembre 2012

Auguri di Buone Feste

Grazie per il più bel regalo di Natale fattomi con le vostre oltre 500 visite

Testo di Fabrizio Cimini

Auguro Buone feste a tutti i visitatori di questo blog. Grazie per la vostra compagnia e per il vostro apporto che è lo stimolo che fa girare il mondo. 

Fabrizio Cimini 

martedì 11 dicembre 2012

Centro Direzionale di Napoli

Premiato come miglior Portfolio ex equo a Viterbo dalla FIAF Lazio 2012

Testo e foto di Fabrizio Cimini


Il CD di Napoli è una struttura architettonica a ridosso della stazione ferroviaria centrale. Qui i grattacieli si appropriano dell'aria e le automobili scompaiono sottoterra. Sembra di vivere in un mondo moderno a misura d'uomo. Ho fotografato tutto ciò e presentato un portfolio alla FIAF Lazio, gara Inter-circoli e trofeo Pacifico Spadoni, tramite il mio foto club FCCR di Albano Laziale. Ho incrociato le dita, perché quest'anno i contendenti avevano presentato dei lavori interessanti. Ho accluso alle fotografie anche le mie impressioni che riporto per comprendere anche lo stato d'animo con cui ho vissuto l'esperienza.

    "Arrivo con il treno a Napoli, mi dirigo verso il Centro Direzionale, il complesso architettonico della capitale partenopea. Alzo lo sguardo e respiro un’aria diversa, poi il cielo, i grattacieli, i riflessi dappertutto, riflessi che sembra costruiscano un mondo alternativo. Linee, curve, vetro e poi la forma di ogni cosa, di ogni oggetto: mi rimane difficile sottrarmi a questo fascino irrequieto. Il mio sguardo corre incessante tra le mille sfumature dei  cristalli specchiati. Quando il mio interesse visivo viene catturato da una struttura che regala emozioni, subito da un’altra parte mi sento richiamare e non riesco a star fermo. Rincorro spesso così il mio istinto, ma alla fine la forma mi vince sempre. Scandaglio la zona palazzo per palazzo, comprimo i piani, allargo gli spazi, ricerco il particolare, rincorro lo sguardo  fugace di un luminoso riverbero. Il bagliore del sole, inoltre, si infiltra tra le strutture offrendomi ulteriori suggestioni,  sempre nuove e più forti. Lame di luce laccano i grattacieli, tracciano i palazzi, incidono la strada, segnando così ignoti percorsi dove la mente può spaziare, ricercare e individuare un insolito spunto visivo. Ad un certo punto però allargo le braccia e giro su me stesso per almeno un paio di volte: mi accorgo allora che sono rimasto estasiato e senza parole di fronte alla forza emotiva che emanano le  strutture.  Si è fatto tardi, vado via, per oggi sono esausto di cotanta e fertile bellezza".






















La locandina di "magazzino120", ass. fotografica curatrice della mostra.



A sinistra Mariano Fanini, Presidente del FCCR di Albano Laziale (foto Marcello Rauccio).


L'ambito riconoscimento ufficiale della FIAF.


Altre notizie relative all'evento si possono trovare anche qui:

http://decanosidd.blogspot.it/   (da Mercoledì 12/12/12)

http://www.fccr.it/pageGalleria/FaCi.php

http://www.magazzino120.it/eventi/styled-7/fondimagazzino.html

http://www.tusciaweb.eu/2012/12/walter-selva-alla-quinta-edizione-del-trofeo-pacifico-spadoni/

http://www.fiaf.net/regioni/lazio/?p=19


lunedì 10 dicembre 2012

FCCR Street Life sull'Appia 2012

La mostra collettiva nello spazio espositivo "BreeK"

Testo e foto di Fabrizio Cimini

La Collettiva dei soci del Foto Club Castelli Romani di Albano Laziale in Provincia di Roma del quale io ne faccio parte, come tutti gli anni propone per la chiusura di fine anno, una mostra collettiva di tutti i soci. Quest'anno il tema è stato "Street Life sull'Appia". La vita da strada, palcoscenico naturale delle persone, tenta di dare uno spaccato della vita sociale che si svolge sulla strada Appia che traccia il territorio che va da Roma fino ai castelli Romani. Certamente non è esaustiva vista la mole di informazioni che la strada propone, ma sicuramente è una proposta da sviluppare nel tempo. La Street Life è un genere fotografico che implica l'attesa degli eventi che potrebbero verificarsi dalle attività giornaliere delle persone. Eventi che possono accadere subito, molto tardi o mai. Nella mostra infatti, si nota la presenza del verificarsi di tali eventi. In verità alcuni di essi hanno avuto anche episodi di nuda e cruda vita da strada, perché anche una scazzottata da strada fa parte della vita e che quindi merita di essere raccontata (queste foto, visto il periodo natalizio, non sono però state esposte). Chi ha visto la mostra del 08 e 09/12/2012 allestita nello spazio espositivo BreaK in seno alla sede di Via Cellomaio ad Albano Laziale (RM), si è subito reso conto di quanti episodi accadono giornalmente sotto i propri occhi senza ormai accorgersene più. Forse perché diventano cose comuni, ripetitive e il nostro inconscio le elimina per noia e fa posto alle novità e alle frivolezze che la vita ci propone giornalmente. Allora il compito del fotografo, a volte allontanato ingiustamente perché punta la macchina da ripresa sulle persone, è di vitale importanza, perché, con le sue immagini, permette di fare ordine al caos giornaliero che ci opprime inconsapevolmente, e mantiene vivi i ricordi nel tempo. Il valore di queste fotografie oggi è basso, ma fra 20 anni avranno un valore storico e molti si riconosceranno nell'epoca in cui sono state scattate le immagini. 






lunedì 26 novembre 2012

Borse fotografiche ONA

Nuove proposte di Borse fotografiche

Testo di Fabrizio Cimini

Eeeh, le Borse Fotografiche. Ecco una nuova proposta della ONA, borse fotografiche di buon livello estetico con un aspetto retrò. Di tutte le taglie e di tutte le misure, si propongono per  proteggere le vostre strumentazioni efficacemente ma con discrezione. Fateci caso, tutte le nuove proposte delle borse fotografiche sono indirizzate alla discrezione, fatto singolare che incuriosisce non poco. Pare quasi che dissimulare la presenza del fotografo sia di estrema importanza per fotografare principalmente le persone, almeno nei Stati occidentali. Allora, il sito di fotocolombo ci propone questa marca sconosciuta a tutti della quale vi giro il link. Potete vedere, cliccando sulle borse, un video di presentazione del prodotto. Notevole se consideriamo gli altri prodotti similari ma con il blasone del nome che fa lievitare i costi. Guardate, sicuramente rimarrete interessati.

http://www.fotocolombo.it/shop/index.php?content=category&idCategory=1386&language=it

Il sito ufficiale.

http://www.onabags.com/

lunedì 19 novembre 2012

L'immagine Icona

Una nuova dimensione per l'immagine Icona

Testo e foto di Fabrizio Cimini


Di solito quando si vedono le riviste patinate che illustrano siti e città, ci viene proposta una visione stereotipata con l'immagine ufficiale del luogo da visitare. Succede spesso che tutti i fotografi e turisti muniti di macchina fotografica, una volta vista quell'immagine, tentino di copiarla. Anche nell'opinione pubblica quel tipo di immagine la rapporta esclusivamente a quel luogo, riconoscendolo poi fra mille.  E' impossibile scambiare, ad esempio, una città con un'altra se nell'immaginario collettivo si è radicata la visione della skyline rappresentata da un'immagine identificabile tra migliaia. In questo caso l'immagine che determina la distinzione del luogo si evolve e diviene un'Icona.  Allora la skyline di Torino, con la Mole Antonelliana, sarà molto diversa dalla skyline di Firenze con il suo Duomo di Santa Maria del Fiore. Questa evidente differenza fa si che, grazie all'immagine iconizzata, tutti sono in grado di distinguere le due città in maniera univoca senza pronunciarne il nome. Però, come spesso accade, un fotografo accorto ed esperto prova a superare quella foto icona tentando l'approccio ad una visione diversa e più raffinata di quella da tutti riconosciuta. Praticamente si impegna ad evolvere l'immagine concettualizzandola secondo un suo gusto e un suo stile. Grazie a questa incessante ricerca, la fotografia nutre nuove emozioni che incideranno sulla visione dell'osservatore educando e ampliando i sui varchi visivi.


Lucca. 

Lucca è una città bomboniera, con una vita sociale molto frizzante. La sua immagine Icona è la Piazza dell'anfiteatro che, come si può osservare, è fotografabile per intero solo dall'alto, cioè da un'elicottero. Appena arrivato domando se da qualche torre è possibile avere una visione dall'alto sulla piazza, ma non trovo conferma. Mi avvio dunque mestamente verso la zona e, un volta arrivato, effettivamente mi sembra di essere in un anfiteatro. Capito però nel momento sbagliato: c'era una fiera dei fiori e all'interno della piazza c'erano tendoni che rovinavano la visione globale del posto. Provai, tentai, cercai uno spunto che potesse dare la sensazione di magnificenza di questa meravigliosa piazzetta. Niente. Poi, alla fine, quando andai via, ripassai per dove ero entrato, mi voltai girando la testa e... vidi la mia immagine Icona di Lucca.


Immagine Icona classica (presa da internet per capire l'esempio).



Lucca, Piazza dell'Anfiteatro dal mio punto di vista.



Firenze

Dopo l'incanto del Duomo al suo interno, mi riversai al suo esterno. Tentai di trovare la mia immagine Icona ben conscio dell'arduo compito in quanto fotografare Firenze nel suo punto più turisticizzato è impresa ardua. Infatti frotte di turisti e fotografi di ogni sorta scattano fotografie a più non posso e, sempre con spirito costruttivo, pensai che si dovevo fare qualcosa di diverso che si avvicinasse al mio modo di vedere, ma che probabilmente qualcuno aveva già scattato la mia stessa foto. Provai in mille modi, salendo sul campanile del Duomo, con i riflessi sulle vetrine, dall'interno dei negozi, insomma, alla fine le foto fatte mi sembravano deboli e prive di sostanza. Andai allora alla galleria degli Uffizi, visitai tutto il museo fino ad arrivare al bar interno che aveva un'ampio balcone nel quale faceva servizio esterno ai tavoli. Molti turisti fotografarono, anche io nella speranza di avere la mia foto, ma... niente. Ad un certo punto andai al wc, ma non ci arrivai subito perché dall'interno, davanti ai miei occhi, si  rivelò magicamente la mia ricercata immagine e scattai vorticosamente.


Firenze con la sua Skyline iconizzata (immagine di esempio presa su internet a caso).



Firenze dal mio punto di vista.

martedì 13 novembre 2012

Trasparenze urbane

Il soffice avvolgimento delle trasparenze nel continuo transito della vita

Foto di fabrizio Cimini

Cugina stretta dei riflessi, la trasparenza dona ai soggetti una velata visione della loro esistenza. Le persone quindi sono difese nell'intimità da un muro di vetro, dove fluttua la loro consistenza in un rimando tra riverberi di luce e riflessi. L'incidere quasi esclusivo di un'istante, fa poi si che quello appena visto si sciolga nella frazione di un momento come si era creato in precedenza. Avanti dunque, fino alla prossima trasparenza, nel continuo transito della vita.

Si potevano fare fotografie di vario modo sul concetto dato sulle trasparenze. Infinite soluzioni si potevano trovare escludendo l'ovvio. Ma proprio l'ovvio, per ironia della sorte, è difficile fotografare, perché ci si deve elevare fotograficamente ad un più alto livello in confronto alla massa omogenea nella quale finiscono immagini di questo tipo. La ricerca dei luoghi dove trovare ispirazione è stata di estrema importanza per la continuità dei risultati. Trovare poi gli spunti visivi che si aggancino tra essi, come pezzi di un puzzle che, se ben composti, creano un'immagine finale omogenea. Poco importa qui l'attrezzatura. Poco importa qui la bravura nell'indovinare l'esposizione. Importa invece saper vedere, attendere l'istante adatto, elaborare  e ricercare la continuità tra gli scatti. Quattro sole immagini per spiegare l'argomento non sono tante, ma per comprendere l'andamento di un'idea credo siano sufficienti. 

Immagini scattate a Roma, nella stazione Tiburtina e nella stazione Ostiense.












domenica 11 novembre 2012

Nikon D600

Vediamo cosa c'è al suo interno

Di Fabrizio Cimini

Vi propongo un link dove potrete ammirare l'interno di una fiammante Nikon D600 dal costo di oltre 2.000,00 €.

http://www.ifixit.com/Teardown/Nikon+D600+Teardown/10708/

Il Maggiolone

L'automobile come arredo urbano

Foto di Fabrizio Cimini


Era il mese di Dicembre 2010, passeggiavo sul litorale di Ostia del Comune di Roma. Il mio proposito era fotografare sulla falsariga del pensiero di Luigi Ghirri. Avevo con me una attrezzatura minimale ma non essenziale: una reflex e due obiettivi. Ad un certo punto mi imbattei in questa scena. Quello che mi incuriosì era si il maggiolino della WW, ma ancor più l'accostamento dei colori, la palma e le linee del palazzo che, a stima, era di un'architettura degli anni 70 e sembrava andare d'accordo con l'età dell'autovettura. Dopo un'analisi della situazione decisi di fare questa foto. La foto, semplice nella struttura dell'inquadratura, mostra una pulizia di insieme ed una razionalità degli spazzi occupati dagli oggetti. Infine l'umiltà di questa  immagine credo che sia il suo vero punto di forza. Se poi assomiglia o meno al pensiero del Maestro Ghirri, bé, lo lascio decidere all'osservatore.

Ad un certo punto svariai sul tema e mi misi a fare fotografie ravvicinate delle linee dell'autovettura. Poco dopo si formò una piccola quantità di individui incuriositi. Non più di 4, 5 persone che, tra tutti, uno che si avvicinava pian piano. Era il padrone della macchina. Poi ruppe gli indugi e mi disse se mi piaceva l'automobile. Gli risposi certo che sì, allora mi disse che se mi interessava avrebbe preso le chiavi per farmela vedere e, se volevo, me l'avrebbe ceduta. Mi fece poi notare che era tutta originale, compresa la ruggine, perché la carrozzeria della macchina era tutta di lamiera, "mica di plastica come quelle di oggi" aggiunse. Intanto dalla finestra del palazzo, su un balconcino, si erano affacciate nel frattempo due donne di cui una che mi indicava. Poi le macchine che passavano sembravano rallentare in prossimità di dove mi ero fermato io a fare le fotografie e i passeggeri mi scrutavano. Anche qualche ciclista e i passanti avevano occhiato la situazione. Insomma, come spesso mi accade, avevo movimentato la giornata delle persone che incuriosite erano attratte non dalla macchina fotografica, ma dal fatto che vedevano un comportamento diverso dal solito quale il fotografo assume. Morale della favola, smisi di fotografare per eccesso di curiosi, dissi al proprietario della macchina che aveva un cimelio tra le mani ma che non mi interessava l'acquisto, mi congedai dal gruppetto di comari con un sorriso e me ne andai, ma oramai avevo l'immagine della giornata che vi mostro.






martedì 6 novembre 2012

Canon USM 24-70L IS f4 - Considerazioni

Quale strategia insegue Canon?

Di Fabrizio Cimini

Con l'uscita di questa nuova "creatura" di Canon, ci si indirizza verso una domanda: perché questa strategia industriale? Dopo l'uscita del 24-70L f2,8, un vero e proprio mostro con diametro filtri da 82mm, molte domande sui perché non lo hanno realizzato con la tecnologia della stabilizzazione serpeggiava tra i Canonisti. Indubbiamente era la strada giusta, cioè era lo sviluppo naturale del vecchio modello che si evolveva. Non è andata così. Le risposte di facciata sono state le più svariate, come quella che recitava di una inutile stabilizzazione in quanto l'obiettivo aveva una moderata escursione ottica ed era f2,8. Sicuramente la considerazione più accettabile. Detto questo, molti fotografi hanno annuito e hanno appoggiato la tesi descritta. Ora Canon esce con questo modello fotocopia, stabilizzato ed f4. Ora, in una parola, "perché"? Aveva allora attinenza una riedizione del 24-105 migliorata, magari con una rivisitata della focale 24 che distorce ai bordi, un'allungamento alla focale da 105 a 120mm e un rapporto macro più spinto. Ecco cosa ci si aspettava da Canon. Invece è andata in maniera opposta. I prezzi dei nuovi modelli, poi, sono vertiginosamente aumentati e, se si considera la percentuale di aumento dall'introduzione dell'euro, possiamo dire che sono quasi triplicati. Il tuttofare Canon con probabilità avrà il tempo contato in favore di una strategia che vede l'accoppiata 24-70L IS f4 e il 70-200L IS f4 che, secondo i strateghi Canon, è più naturale ed attinente per i fotografi. In una visione specifica probabilmente è vero. In un'altra visione aspecifica, molte persone dovranno, in futuro, acquistare 2 obiettivi con il doppio della spesa e il doppio del peso per avere la focale per il ritratto, ad esempio, come per la fotografia di reportage. Si distrugge una via per inserirsi in un'altra che, a ben vedere, innesca un businnes a totale ed esclusiva convenienza della Canon con la buona pace di chi si troverà nella necessità di avere un tuttofare e non vuole investire in un 70-200.  Il nuovo 24-70 stabilizzato costerà di più del 24-105 stabilizzato, quindi costo maggiorato, meno materiale venduto e caratteristiche similari. Ottimo no?  



Canon EF 24-105L f4 USM IS




Canon EF 24-70L f4 USM IS


lunedì 5 novembre 2012

Nuova Nikon D5200

Le caratteristiche della nuova e prossima Nikon che riempirà i scaffali di tutta Italia

Di fabrizio Cimini


Questa settimana Nikon annuncia la nuova  fotocamera reflex digitale D5200 .  Non sono sicuro se l'annuncio ufficiale sarà il 6 novembre o il 7. Anche in questo caso ci sono le attese specifiche della D5200 che sostituirà la vecchia D5100:
  • Userà lo stesso 24MP in formato DX sensore CMOS
  • EXPEED 3 processore (come nel D3200)
  • ISO range: 100-6,400 (espandibile fino a 25.600, D3200 potrebbe andare solo fino a 12.800)
  • 2.016 pixel RGB sensore di misurazione (come la D600, la D3200 ha un sensore RGB da 420 pixel)
  • Velocità di scatto continuo: 5 fps (la D3200 potrebbe fare solo 4 fps)
  • LCD ad angolazione variabile schermo (3 ", 921k punti)
Sono Nikon D5200 Nikon D5200 domani l'annuncio


Read more on NikonRumors.com: http://nikonrumors.com/2012/11/05/nikon-d5200-announcement-tomorrow.aspx/#ixzz2BO4PYhlJ

Canon EF 24-70L f4 IS

Il nuovo tuttofare Canon stabilizzato

Di Fabrizio Cimini

Era nell'aria da tempo, ora è in dirittura di arrivo. Il nuovo e futuro tuttofare della Canon equipaggerà le nuove reflex Canon già a partire dalla neonata 6D. In molti chiedevano questa lente stabilizzata. Tutti credevano che fosse l'f2,8. Invece Canon fa il bis. Si annuncia inoltre il 35 f2 IS che uscirà a breve e che completerà la terna 24 - 28 - 35mm IS, ma che non saranno di serie L, cioè la linea professionale della Canon. I prezzi saranno ovviamente maggiori dei predecessori.


EF24-70mm F4L IS USM

EF 24-70 f/4L IS

  • 15 elementi in 12 gruppi, due lenti asferiche, obiettivo configurato con 2 lenti UD
  • 9-lamelle per un diaframma circolare
  • Resistente agli agenti atmosferici
  • Full-time messa a fuoco manuale
  • È possibile passare alla modalità macro, alla fine teleobiettivo
  • Distanza minima di messa a fuoco 0,2 m, 0,7 volte il massimo ingrandimento
  • Hybrid IS Image Stabilizer
  • 77 millimetri la dimensione del filtro
  • Peso 600g, lunghezza 93 millimetri, 83,4 millimetri di diametro
  • Pubblicato a metà dicembre
EF 35 mm f / 2 IS

EF 35 f / 2 IS

  • 10 elementi in 8 gruppi, la struttura lente è in vetro stampato lente asferica
  • 8-lama circolare diaframma
  • 4 Stop IS
  • Motore AF USM ad anello, messa a fuoco manuale
  • 67 millimetri dimensione del filtro
  • Peso 335g, lunghezza 62,6 millimetri, 77,9 millimetri di diametro
  • Rilasciato all'inizio di Dicembre 2012
Fonte http://www.canonrumors.com/

Alcune notizie relative a CANON EOS 6Dhttp://www.dpreview.com/previews/canon-eos-6d/