martedì 30 ottobre 2012

La foto e la sua dialettica

Il perché di uno scatto apparentemente banale

Foto di Fabrizio Cimini

La fotografia che vi propongo ha, nel suo linguaggio, una dialettica potente ed efficace. 

Mi trovavo sul posto con la mia reflex, un posto qualsiasi, non interessa ora quale. Avevo inserito il mio obiettivo standard, il 24/105 e andavo a caccia di immagini. La giornata era soleggiata e il sole era quasi a picco. Necessitavo allora del flash qualora mi capitava l'immagine adatta per schiarire le ombre. Svoltai l'angolo della strada e mi imbattei in questa scena. Due persone sedevano comodamente su una panchina che era posizionata vicino ad un negozio di un pittore che aveva esposto fuori le sue opere. L'immagine del quadro, a sinistra dei due signori, raffigurava due giovani fidanzatini spensierati, con lei sopra ad un asinello, credo, e lui che spasimava per lei. Una scena di estrema suggestione di un tempo che fu. Appena vidi quel quadro e quelle due persone anziane vicino, impulsivamente impugnai la reflex, misi il flash e lo regolai per la schiarita delle ombre. Inquadrai istintivamente la scena e, nel momento in cui intravedevo nel mirino, pensavo al messaggio che emanava la situazione: la contrapposizione giovani/anziani. La scena mostra però non solo questo contrasto, ma mi dava anche l'idea del ricordo, il loro ricordo di quando erano nel vigore della loro giovinezza. Poi, scoprii, mentre realizzavo la foto, che i signori anziani avevano i segni dell'età: lui con il respiratore dell'ossigeno e lei con il bastone. Altri elementi di rafforzamento sono la loro condizione: lui sembra avere uno atteggiamento di attesa, si guarda le mani laboriose di una vita di lavoro e fatiche ed ora ferme e usurate dal tempo, lei invece ha le calze un po dismesse, dovuto probabilmente al fatto che ella non ha più un'agilità che gli permette di potersele risistemare agevolmente. Si osserva infine lo sguardo di lei, che guarda direttamente in macchina e che da l'aggancio con la realtà della situazione e dona la percezione che l'immagine non è di quelle cosi dette "rubate". Infine la presenza degli animali che danno un'ulteriore aggancio con la vita passata e quella presente della coppia. Nel quadro si vede l'asinello, nel mentre, nella realtà, si percepisce la presenza di un cane che, anche se non si vede, si nota il guinzaglio in mano all'uomo. Questa doppiezza di situazioni permette all'osservatore dell'immagine, di scoprire effettivamente le note salienti, le assonanze e le assomiglianze. In definitiva è lo scorrere della vita, incessante e inarrestabile e che ci accomuna tutti, ma qui lo si percepisce in una maniera prorompente perché si possono osservare gli estremi della vita.



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